VITTORE ANTONIO CARGNEL

Veneziano, aveva seguito l’iter canonico per un artista dell’epoca, il passaggio obbligato cioè attraverso gli studi all’Accademia di Venezia. Qui, come nelle altre Accademie d’Italia, è in corso un ben preciso processo di rinnovamento, di rivoluzione, lo stesso che a Parigi sta portando alla ribalta pittori come Monet e Renoir, un periodo insomma, destinato a cambiare per sempre il modo di fare pittura. Vittore Antonio Cargnel fu delicato ritrattista, malinconico vedutista (seguendo in parte la lezione del vedutismo veneto) e sepper sempre coniugare atmosfere innegabili e bellissime con un’ indubbia perizia tecnica

LUCIO CARGNEL

Figlio d’arte, ebbe i suoi primi insegnamenti dal padre, che fin da piccolo gli trasmise l’amore per la pittura e per la musica. Lo studio della luce, ereditato dal padre, occupa anche nella pittura di Lucio un ruolo pregnante, ma l’interesse del pittore è qui maggiormente vòlto alla ricerca di un impianto altmente scenografico dell’immagine, con luci e ombre che si rincorrono tra le architetture tipiche venete. L’atmosfera che ne scaturisce, estremamente evocativa, è sbilanciata verso una visione onirica e fiabesca di paesaggi incantati, senza tempo. La tavolozza è composta da tonalità meno tenui che nella pittura di Vittore, più accesi e squillanti.